Risorse, economia e società

Approfondimento

Possiamo continuare a consumare sempre di più?

Benessere e consumo di risorse non sono la stessa cosa.

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In breve

  • Secondo l'International Resource Panel dell'UNEP, l'estrazione globale di risorse naturali è triplicata negli ultimi cinque decenni.
  • Senza cambiamenti di rotta, l'estrazione potrebbe crescere di circa il 60% entro il 2060 rispetto ai livelli del 2020.
  • L'uso di risorse è distribuito in modo molto diseguale: i Paesi ad alto reddito consumano molto di più e generano impatti climatici molto maggiori dei Paesi a basso reddito.
  • Ridurre la pressione sulle risorse non significa impoverirsi: efficienza, durata, riparazione, riuso e servizi migliori possono mantenere o migliorare la qualità della vita.

Che cosa sappiamo

Fatti documentati

  • Il Global Resources Outlook 2024 documenta che l'estrazione mondiale di materiali è triplicata negli ultimi cinquant'anni e continua a crescere.
  • Nello scenario senza interventi, l'estrazione di risorse aumenterebbe di circa il 60% entro il 2060 rispetto al 2020.
  • L'uso delle risorse e gli impatti associati, climatici e ambientali, sono molto più elevati nei Paesi ad alto reddito rispetto a quelli a basso reddito.
  • L'estrazione e la trasformazione dei materiali sono responsabili di una quota rilevante degli impatti ambientali globali, dal clima alla perdita di biodiversità.

Quanto ne siamo sicuri?

Evidenza solida

Numerosi studi e fonti autorevoli convergono.

Le tendenze storiche di uso delle risorse e la loro distribuzione diseguale sono documentate da fonti internazionali. Le proiezioni al 2060 sono scenari, non previsioni. Le scelte su modelli economici e politiche sono proposte e vanno discusse come tali.

Come si può leggere

Interpretazioni

  • La quantità di materiali consumati e il benessere delle persone sono grandezze collegate ma non coincidenti: oltre una certa soglia, consumare di più non migliora automaticamente la vita.
  • Poiché gli impatti sono concentrati dove i consumi sono più alti, la riduzione della pressione sulle risorse riguarda in modo diverso Paesi diversi.

Che cosa non sappiamo

  • Non sappiamo con certezza quanto l'innovazione tecnologica possa ridurre l'intensità materiale dell'economia senza che i risparmi vengano riassorbiti da maggiori consumi.
  • Non esiste consenso su quali indicatori descrivano meglio il benessere al di là della crescita del prodotto interno lordo.
  • Gli effetti sociali di politiche di riduzione dei consumi ad alto impatto dipendono fortemente dal contesto nazionale e locale.

Perché conta

  • La disponibilità di materiali, acqua, suolo ed energia determina quanto a lungo un modello economico può funzionare.
  • Una parte della popolazione mondiale consuma troppo poco: ha bisogno di più accesso a energia, infrastrutture e beni essenziali, non di meno.
  • Se i costi della transizione ricadono sulle persone con meno risorse, il consenso necessario per attuarla viene meno.

Che cosa possiamo fare

  • Privilegiare durata, riparabilità e riuso rispetto alla sostituzione rapida dei prodotti.
  • Ridurre gli sprechi, a partire da quelli alimentari ed energetici.
  • Chiedere che le politiche pubbliche misurino gli impatti materiali, non solo quelli economici.

La proposta No-Extinction

Proposte

  • No-Extinction propone di distinguere esplicitamente, nelle politiche di sostenibilità, tra chi deve ridurre consumi ad altissimo impatto e chi deve invece aumentare l'accesso ai beni essenziali. Non proponiamo povertà volontaria, ma efficienza, economia circolare e servizi migliori.

Fonti e dati

I link portano ai documenti originali e si aprono in una nuova scheda. Ogni numero citato in questo approfondimento proviene da queste fonti.

  1. UNEP / International Resource Panel

    Global Resources Outlook 2024

    rapporto · 2024

    www.unep.org/resources/Global-Resource-Outlook-2024(si apre in una nuova scheda)