Lettera aperta

LETTERA APERTA ALL'UMANITÀ

Problemi globali, autorità globale!

Stiamo segando il ramo su cui siamo seduti e non ce ne vogliamo accorgere anzi, ci giriamo dall'altra parte!

Fino a poche decine di anni fa qualsiasi comportamento errato dell'Umanità aveva conseguenze locali o comunque limitate. Dopo la seconda guerra mondiale prima con l'invenzione delle bombe atomiche, poi con lo sviluppo incontrollato e il consumo senza freni delle risorse, infine recentemente con il progresso tecnologico che ha portato alla creazione delle Intelligenze Artificiali soggette ad uso malevolo, stiamo creando situazioni che potrebbero portare a conseguenze estreme per l'Umanità.

Sto parlando di problemi globali come il Cambiamento Climatico, il rischio di un conflitto nucleare, l'uso malevolo di una intelligenza artificiale, la perdita della biodiversità.

Problemi interconnessi che non conoscono confini, che andrebbero affrontati con la massima determinazione e urgenza a livello globale.

Nel giro di 80 anni:

  • abbiamo modificato il clima del pianeta;
  • abbiamo creato armi capaci di distruggere la vita sulla Terra se usate in modo massiccio;
  • abbiamo sviluppato tecnologie come l'intelligenza artificiale che possono offrire straordinarie opportunità ma anche produrre rischi enormi se utilizzate in modo malevolo o se il loro sviluppo sfuggisse al controllo;
  • stiamo impoverendo ecosistemi e biodiversità.

Da 50 anni gli scienziati e gli intellettuali di tutto il mondo ci stanno avvisando che non possiamo continuare così. Ma la politica e gli stati non ascoltano nessuno e vanno avanti per la loro strada senza pensare alle conseguenze future ma perseguendo interessi individuali, seguendo la sola logica del profitto e limitando la visione ai pochi anni che separano dalle prossime elezioni. Il risultato, infatti, è evidente: tante conferenze e proclami ma pochi risultati, mentre la situazione sta peggiorando a ritmi esponenziali.

Quale potrebbe essere la soluzione? Se ci riflettiamo bene, vediamo che i problemi locali vengono gestiti da autorità locali mentre quelli nazionali sono gestiti dai singoli stati. E quelli globali? Non esiste ancora un'autorità globale che possa prendere decisioni per il bene di tutta l'Umanità e che abbia il potere di imporle e di sanzionare se necessario.

L'ONU non ha funzionato e non può funzionare a causa dei veti. E comunque sia è stata pensata per la situazione che si era creata dopo la seconda guerra mondiale. Anche solo riformarla sarebbe molto difficile.

L'unica possibilità di cambiare il sistema sarebbe la creazione di un Consiglio Mondiale composto da rappresentanti dei vari paesi e da esperti di ogni settore con competenze limitate ai soli problemi globali, finanziato trasparentemente, supercontrollato ma con poteri decisori e sanzionatori.

Chi potrebbe creare quest'organo: i 193 stati del mondo? Non lo hanno fatto finora e non lo faranno mai. La spinta dovrebbe arrivare dal basso, da una presa di coscienza globale e un movimento internazionale talmente numeroso da influire sulla politica dei singoli stati.

Per creare questo movimento bisogna prima far capire tutto ciò alle masse con tutti i mezzi moderni possibili: media, social, scuole. Io ci sto provando ma non riesco a far conoscere l'iniziativa pur avendo predisposto questo sito internet con tutte le informazioni possibili, un manifesto, un vademecum per l'oggi e per il futuro, una petizione globale, un gioco educativo oltre ad aver scritto il libro “Il secolo delle scelte. Come affrontare insieme le grandi sfide del nostro futuro.” disponibile su Amazon in formato cartaceo e digitale.

Sia questo sito che il libro sono disponibili anche in lingua inglese e in futuro potranno essere aggiunte traduzioni in tutte le altre lingue principali se l'iniziativa prendesse campo.

Il problema è che la gente non viene informata correttamente. I media parlano solo degli effetti invece delle cause e dei rimedi. Nessuna iniziativa di questo genere può avere significato se rimane l'iniziativa di una singola persona. Si può e si deve discutere su come realizzarla ma non sulla necessità.

Chiedo quindi a tutti gli uomini di buona volontà (e anche alle donne!) di collaborare per la diffusione di questa iniziativa.

  • Ai media chiedo di pubblicarla e criticarla.
  • Ai politici di discuterne.
  • Alle persone di informarsi, prendere coscienza e collaborare in qualche modo, da quello più semplice e rapido di firmare la petizione globale, al diffondere l'iniziativa sui social, a parlarne in famiglia: una goccia può fare poco ma milioni di gocce scavano la pietra!
  • Agli esperti e agli intellettuali chiedo di sostenere il progetto No-Extinction.
  • Alle associazioni chiedo di unirsi, pur restando indipendenti, formando uno spazio di aggregazione che potremmo chiamare Global Alliance for a Common Future.

Cosa aspettiamo ad agire?

Non vediamo gli effetti del cambiamento climatico?

Non vediamo che i conflitti in corso sono sempre più rischiosi?

Non vediamo le problematiche delle Intelligenze Artificiali se non controllate a livello globale?

Non vediamo l'inquinamento di fiumi, mari, monti, città?

Se stiamo a guardare le cose non potranno che andare a peggiorare e alla fine precipitare.

Pensiamo ai nostri figli, ai nipoti e alle generazioni future.

Che mondo vogliamo lasciargli?

Ringrazio fin da ora chi vorrà collaborare.

Pietro Mugnaini

Fondatore progetto No-Extinction