Questa lettera è un appello rivolto a tutti gli abitanti della Terra, senza distinzione di nazionalità, cultura, religione o orientamento politico.
Un invito a riflettere sul futuro dell'umanità e sulla necessità di unire le nostre forze per affrontare le grandi sfide globali che minacciano il nostro pianeta e le generazioni future.
Non si tratta di difendere gli interessi di una nazione o di una parte del mondo, ma di riconoscere che condividiamo tutti lo stesso destino e che soltanto attraverso la collaborazione possiamo costruire un futuro migliore, più giusto, pacifico e sostenibile per tutti.
Cari terrestri,
SAPPIAMO che la Terra è una sola, che non abbiamo un pianeta B e che siamo tutti sulla stessa barca.
SAPPIAMO che le risorse della Terra non sono infinite.
SAPPIAMO che l’attuale tendenza alla crescita demografica globale non è sostenibile. La popolazione mondiale continua a crescere e potrebbe raggiungere quasi 10 miliardi nel 2050.
SAPPIAMO che gli equilibri naturali sono delicati e che modificarli porta a delle pericolose conseguenze.
SAPPIAMO che il clima in passato ha subito modifiche sostanziali per cause naturali ma che per la maggior parte delle volte sono avvenute nel giro di migliaia di anni, mentre adesso, a causa delle attività umane, si sta modificando notevolmente nel giro di soli cento anni.
SAPPIAMO che ci sono vari circoli viziosi che amplificano gli effetti del riscaldamento globale e in alcuni casi ci sono dei punti di non ritorno che una volta superati si autoalimentano e possono innescarsi processi irreversibili su scale temporali umane.
SAPPIAMO che dopo la seconda guerra mondiale l’umanità per la prima volta ha raggiunto la capacità di distruggere la maggior parte delle forme di vita sulla Terra qualora avvenga un conflitto nucleare, che non viene fatto tutto quanto è necessario a contenere il riscaldamento globale, che non viene tenuto sotto stretto controllo lo sviluppo delle intelligenze artificiali.
SAPPIAMO che nel frattempo stiamo preparando un futuro sempre più problematico dovuto alle conseguenze della nostra inazione, che alla fine costano più dell’azione, cioè agli eventi climatici sempre più estremi e frequenti, allo scioglimento dei ghiacci, all’innalzamento del livello dei mari, all’aumento della temperatura globale con relativa tropicalizzazione di molte zone temperate con sconvolgimento degli habitat naturali. Un futuro in cui per la sempre maggiore scarsità di risorse di acqua e di cibo ci sarà un aumento dei conflitti e delle migrazioni di massa oltre a quello dei prezzi di molti generi di prima necessità.
SAPPIAMO che i problemi globali non possono essere affrontati dalle singole nazioni. Infatti, dopo 50 anni di trattative e conferenze, sono stati fatti ben pochi passi avanti dato che le risoluzioni non sono obbligatorie per gli stati e non sanzionabili.
SAPPIAMO che questi problemi non possono essere affrontati singolarmente perché sono strettamente interconnessi e quindi occorre intervenire decisamente su tutti i fronti.
VEDIAMO ogni giorno quanto già è cambiato il clima, le guerre in corso e le loro atrocità, le crescenti tensioni internazionali, l’enorme potenzialità e i possibili sviluppi dell’intelligenza artificiale nel bene e nel male.
EPPURE
CONTINUIAMO a consumare come se non ci fosse un domani mentre l’obiettivo principale delle politiche nazionali è quello della crescita a tutti i costi.
CONTINUIAMO ad inquinare e a immettere quantità crescenti di CO2 in atmosfera.
CONTINUIAMO a farci la guerra per il controllo di fazzoletti di terra, per la sete di potere di alcuni autocrati e per il predominio di una nazione sulle altre nazioni. Investiamo sempre più sul riarmo e nella ricerca di armamenti più sofisticati e pericolosi introducendo anche l’uso dell’Intelligenza Artificiale.
CONTINUIAMO con lo sviluppo incontrollato delle intelligenze artificiali e assistiamo ad una pericolosa competizione fra varie nazioni per non rimanere indietro invece di cercare degli accordi su controlli e limitazioni.
CONTINUIAMO a considerare la ricchezza economica come il valore più importante e il profitto l’unico obiettivo dell’economia senza considerare i valori umani e il rispetto della natura.
CONTINUIAMO a livello globale a fare troppi figli.
VOGLIAMO CONTINUARE COSÌ?
Facciamolo pure e probabilmente continueremo a farlo ma mettiamo in conto che la situazione non potrà che andare a peggiorare e poi non ci lamentiamo delle conseguenze.
PENSIAMO alle prossime generazioni e a quale futuro gli riserviamo da qui alla fine del secolo. Le persone che vivranno allora esistono già, almeno in parte. Sono i bambini di oggi. Sono i nostri figli. I nostri nipoti. E saranno loro a vivere nel mondo che stiamo costruendo adesso.
RITENIAMO che prendere provvedimenti abbia dei costi che incideranno sulle nostre possibilità economiche, che dovremo fare delle rinunce personali, che perderemo il lavoro. Quindi di questi argomenti non ne vogliamo nemmeno sentir parlare, crediamo che non possiamo farci niente, che individualmente non contiamo niente.
E INVECE CI SBAGLIAMO
Potrebbe essere addirittura il contrario.
Certamente, affrontare queste sfide richiede investimenti enormi, non soltanto per realizzare gli interventi necessari, ma anche per garantire una transizione equa e socialmente sostenibile, che non lasci indietro nessuno e non faccia ricadere i costi del cambiamento sulle fasce più vulnerabili della popolazione.
Quindi la domanda è: dove troviamo le risorse? In teoria sarebbe semplice. Basterebbe volerlo.
Prima di tutto far cessare i conflitti e la corsa al riarmo. Col risparmio nelle spese militari si potrebbero accantonare delle notevoli risorse e si eviterebbe uno dei tre grandi rischi: quello di un conflitto nucleare.
Un’altra fonte di capitali immensi è ciò che potrebbe pervenire da un efficace contrasto alla evasione fiscale abolendo i paradisi fiscali, rendendo le transazioni di un certo rilievo sempre tracciabili, impedendo la creazione di società fittizie per pagare meno tasse, obbligando a pagare le tasse dove i profitti vengono originati, tassando più progressivamente i capitali e i profitti molto rilevanti.
Inoltre il progresso tecnologico sempre più rapido in un mondo senza guerra e con una stretta cooperazione internazionale permetterebbe un miglior tenore di vita (sostenibile) in tutto il mondo, di lavorare meno e dare occupazione a tutti se accompagnato da politiche adeguate.
MA COME SI POTREBBE REALIZZARE TUTTO CIÒ?
Se fino ad ora non siamo riusciti a cambiare una virgola, come possiamo farlo adesso?
Se aspettiamo che lo facciano spontaneamente la politica o le singole nazioni ciò non succederà mai. Le quasi 200 nazioni hanno interessi diversi, mentalità diverse, situazioni diverse. Come potranno mai mettersi d’accordo senza la mediazione di una terza parte?
I politici non hanno una visione lungimirante. Il loro orizzonte è quello delle prossime elezioni. I loro sforzi sono concentrati solo sull’ottenere più voti e più potere, non su quello che potrebbe accadere da qui a dieci, venti o trent’anni, soprattutto se ci sono dei costi immediati da affrontare per ottenere benefici futuri che non portano voti.
Il cambiamento può provenire solo dal basso, da un movimento mondiale composto da milioni o, meglio, centinaia di milioni di persone di tutti i generi ed età che faccia pressione sui governi affinché venga istituita un’autorità mondiale che possa affrontare i problemi globali con ampi poteri decisionali, di controllo e sanzionatori. Un CONSIGLIO MONDIALE.
Non un governo mondiale che decida tutto. Non un'autorità che sostituisca gli Stati, ma un organismo democratico mondiale con competenze rigorosamente limitate ai problemi che, per loro natura, nessuno Stato può risolvere da solo. Composto da rappresentanti dei diversi paesi e affiancato dalle migliori competenze scientifiche disponibili. Trasparente. Controllato. Democraticamente legittimato. Con poteri limitati esclusivamente alle questioni realmente globali.
MA COME FACCIAMO A CREARE UN MOVIMENTO MONDIALE?
Intanto la prima cosa che si potrebbe fare è smettere di pensare che individualmente non possiamo fare niente. Oggi abbiamo a disposizione uno strumento che nessuna generazione precedente ha mai avuto: la possibilità di comunicare istantaneamente con miliardi di persone in ogni parte del mondo.
Non occorrono grandi organizzazioni, enormi finanziamenti o particolari sacrifici per cominciare. Occorre innanzitutto condividere un obiettivo comune e farlo conoscere.
Il progetto No-Extinction ( www.no-extinction.org ) mette a disposizione gli strumenti necessari: un sito Internet con tutte le informazioni, una petizione globale da poter firmare, un forum dove poter discutere, un video di circa 20 minuti, un libro “Il secolo delle scelte” per approfondire l’argomento, un gioco di simulazione strategica “LAST CHANCE” accessibile direttamente dal sito o scaricabile da Google Play senza costi né pubblicità, materiale didattico e per la diffusione dell’iniziativa.
Mettere una firma sulla petizione globale non costa niente e prende solo pochi minuti. Vale come adesione all’iniziativa e chi vuole può scegliere di essere informato dei progressi ogni tanto.
Invitiamo le associazioni a collaborare per costituire un'ALLEANZA GLOBALE, capace di unire le forze intorno a un obiettivo comune.
Inoltre, ognuno di noi può contribuire diffondendo queste idee, parlandone con amici, familiari e conoscenti, condividendole attraverso i social network, coinvolgendo associazioni, scuole, università, scienziati, giornalisti e personalità pubbliche.
Se ciascuno riuscisse a coinvolgere anche soltanto poche altre persone, il messaggio potrebbe diffondersi progressivamente, attraversando confini, culture, religioni e appartenenze politiche.
Perché non si tratta di difendere gli interessi di una nazione, di un partito o di una categoria.
Si tratta di difendere il futuro di tutti.
Un movimento mondiale sufficientemente grande potrebbe esercitare una pressione crescente sui governi e sulle istituzioni internazionali, fino a rendere politicamente inevitabile affrontare seriamente la proposta di un Consiglio Mondiale.
Naturalmente non sarebbe semplice. Ci sarebbero resistenze, interessi contrapposti, difficoltà enormi da superare. Ma nessuno dei grandi cambiamenti della storia è avvenuto senza incontrare ostacoli.
È POSSIBILE REALIZZARE TUTTO QUESTO?
Non lo sappiamo. Ma sappiamo che dobbiamo provarci. Non aspettiamo che sia troppo tardi.
CONOSCERE. DECIDERE. AGIRE.
No-Extinction.org
