No-Extinction · Programma del Consiglio Mondiale

SE ESISTESSE UN CONSIGLIO MONDIALE

Ipotesi di un programma concreto per il futuro dell'umanità

Introduzione

Che cosa potrebbe fare concretamente un Consiglio Mondiale per affrontare le grandi sfide che minacciano il futuro dell'umanità?

Questo documento presenta un programma di provvedimenti che un organismo internazionale, democraticamente legittimato e dotato di poteri decisionali, di controllo e sanzionatori, potrebbe adottare per affrontare i problemi globali.

Non si tratta di un programma definitivo né di proposte considerate infallibili. È una base di partenza, aperta al confronto, alle critiche, alle modifiche e a nuove idee. L'obiettivo è costruire progressivamente, attraverso il contributo di scienziati, esperti, associazioni e cittadini di tutto il mondo, un programma sempre più completo, efficace e concretamente realizzabile.

Tutti i provvedimenti proposti hanno una dimensione mondiale. I problemi che intendono affrontare non conoscono confini e richiedono decisioni coordinate e vincolanti a livello internazionale, pur tenendo conto delle differenti condizioni economiche, sociali e ambientali dei singoli Paesi.

Il Consiglio Mondiale non dovrebbe sostituirsi ai governi nazionali nelle loro competenze ordinarie, ma intervenire esclusivamente sulle questioni che, per loro natura, nessuno Stato può risolvere da solo.

Come dovrebbe essere organizzato

Il Consiglio Mondiale dovrebbe essere articolato in sezioni specializzate, coordinate da un organo decisionale comune:

  • Clima, ambiente e biodiversità: prevenzione dei cambiamenti climatici, tutela degli ecosistemi e transizione ecologica.
  • Pace, disarmo e rischio nucleare: prevenzione dei conflitti, riduzione degli armamenti e sicurezza nucleare.
  • Intelligenza artificiale: valutazione dei rischi, regolamentazione e controllo dei sistemi avanzati.
  • Finanze e risorse: individuazione delle coperture finanziarie, gestione del Fondo Mondiale e ripartizione equa degli oneri.
  • Controllo e attuazione: verifica indipendente del rispetto delle decisioni, misurazione dei risultati e applicazione delle eventuali sanzioni.

Ogni sezione dovrebbe avvalersi delle migliori competenze scientifiche e tecniche disponibili, operando secondo regole di trasparenza, responsabilità e controllo democratico.

Le sezioni elaborerebbero e seguirebbero i provvedimenti nelle rispettive materie, mentre le decisioni vincolanti sarebbero assunte dagli organi democraticamente legittimati del Consiglio Mondiale.

Come finanziare il Programma

Nessuna decisione che comporti una spesa dovrebbe essere approvata senza indicarne le coperture finanziarie.

Ogni intervento dovrà essere accompagnato da una valutazione dei costi, dall'indicazione delle risorse necessarie e dalle modalità di finanziamento e di controllo della spesa.

Per questo, dopo l'elenco dei provvedimenti, il Programma comprende una sezione specifica dedicata alle possibili fonti di finanziamento: dalla riduzione progressiva delle spese militari al contrasto dell'evasione fiscale e dei paradisi fiscali, dalla maggiore progressività della tassazione alla revisione dei sussidi ambientalmente dannosi.

Queste proposte dovranno essere accompagnate, nella fase attuativa, da stime economiche attendibili, per trasformare gli obiettivi in interventi realmente finanziabili.

Il principio che guida questo Programma è semplice: non limitarsi a indicare ciò che sarebbe auspicabile, ma individuare decisioni concrete, strumenti per realizzarle, risorse per finanziarle e sistemi per verificarne i risultati.

PROGRAMMA

A. CLIMA, AMBIENTE E BIODIVERSITÀ

1. Dichiarare l'Amazzonia e le grandi foreste patrimonio vitale per l'umanità

Approvare una legge mondiale per la protezione delle grandi foreste tropicali e degli altri ecosistemi fondamentali per il clima e la biodiversità.

  • Vietare la distruzione delle foreste primarie e delle aree di particolare importanza ecologica.
  • Controllare la deforestazione attraverso sistemi satellitari indipendenti.
  • Creare un fondo internazionale per compensare equamente gli Stati e le comunità che rinunciano ad attività economiche dannose.
  • Finanziare attività produttive alternative e sostenibili.
  • Garantire i diritti e la partecipazione delle popolazioni indigene.

Obiettivo: rendere la conservazione delle foreste un interesse condiviso e una responsabilità economica dell'intera umanità.

2. Piantare miliardi di alberi in tutto il mondo

Avviare un grande programma mondiale di riforestazione e ripristino degli ecosistemi degradati.

  • Individuare i territori ecologicamente adatti.
  • Utilizzare specie autoctone e diversificate.
  • Recuperare terreni degradati e aree urbane disponibili.
  • Finanziare vivai, piantumazione e manutenzione pluriennale.
  • Creare posti di lavoro, soprattutto nelle regioni economicamente svantaggiate.
  • Verificare non soltanto quanti alberi vengono piantati, ma quanti sopravvivono e crescono.

Obiettivo: ripristinare ecosistemi, assorbire parte della CO₂ atmosferica, migliorare il ciclo dell'acqua e contrastare la desertificazione.

La riforestazione non dovrà sostituire la riduzione delle emissioni né danneggiare ecosistemi naturali non forestali.

3. Istituire un servizio antincendio mondiale

Creare una struttura internazionale di prevenzione e intervento contro i grandi incendi boschivi.

  • Rafforzare i servizi antincendio nazionali.
  • Organizzare una flotta internazionale di mezzi aerei e attrezzature specializzate.
  • Costituire squadre rapidamente trasferibili nei Paesi colpiti.
  • Utilizzare satelliti, sensori e sistemi di allerta precoce.
  • Finanziare la manutenzione preventiva dei territori forestali.
  • Condividere personale, tecnologie ed esperienze operative.

Obiettivo: intervenire tempestivamente sugli incendi prima che assumano dimensioni catastrofiche, salvando vite umane, foreste e biodiversità.

4. Introdurre il reato internazionale di ecocidio

Approvare norme comuni contro le distruzioni ambientali più gravi.

  • Prevedere pene severe e proporzionate per i responsabili di danni ambientali estesi, gravi e duraturi.
  • Perseguire gli incendi dolosi e le deforestazioni illegali organizzate.
  • Impedire che la distruzione di un bosco diventi un'occasione di speculazione edilizia o economica.
  • Confiscare i profitti ottenuti attraverso gravi crimini ambientali, nel rispetto delle garanzie giudiziarie.
  • Istituire strumenti internazionali di indagine e cooperazione giudiziaria.

Obiettivo: rendere economicamente e penalmente svantaggiosa la distruzione deliberata del patrimonio naturale.

5. Avviare un piano mondiale per l'abbandono progressivo dei combustibili fossili

Stabilire un calendario internazionale per la riduzione delle emissioni e la trasformazione dei sistemi energetici.

  • Eliminare progressivamente i sussidi che favoriscono l'impiego dei combustibili fossili.
  • Accelerare la produzione di energia a basse emissioni.
  • Potenziare reti elettriche, sistemi di accumulo ed efficienza energetica.
  • Favorire il rinnovamento e il potenziamento degli impianti esistenti, compresi quelli eolici.
  • Sostenere economicamente i Paesi più poveri e i lavoratori coinvolti nella transizione.
  • Introdurre strumenti comuni di prezzo delle emissioni, con compensazioni sociali.

Obiettivo: ridurre rapidamente le emissioni senza lasciare indietro le popolazioni economicamente più vulnerabili.

6. Installare tettoie fotovoltaiche nei parcheggi e nelle aziende

Avviare un programma mondiale per trasformare i grandi parcheggi in aree di produzione di energia rinnovabile e ricarica dei veicoli elettrici.

  • Introdurre progressivamente l'obbligo di installare tettoie fotovoltaiche nei nuovi grandi parcheggi di aziende, centri commerciali, ospedali, stazioni, aeroporti e strutture pubbliche, dove tecnicamente ed economicamente appropriato.
  • Prevedere un programma di adeguamento dei parcheggi esistenti, con incentivi e finanziamenti agevolati.
  • Installare punti di ricarica per le automobili elettriche, privilegiando i luoghi in cui i veicoli sostano per molte ore durante il giorno.
  • Favorire la ricarica intelligente, capace di adattare automaticamente la potenza disponibile alla produzione solare e alle necessità degli automobilisti.
  • Utilizzare l'energia prodotta anche per alimentare gli edifici vicini e immettere nella rete elettrica quella non consumata.
  • Prevedere sistemi di accumulo dove risultino convenienti e utili alla gestione della rete.
  • Favorire la ricarica dei veicoli aziendali e delle flotte pubbliche durante le ore di maggiore produzione fotovoltaica.

Obiettivo: trasformare i parcheggi in infrastrutture energetiche, consentendo a milioni di veicoli elettrici di ricaricarsi durante la sosta quotidiana, utilizzando direttamente l'energia del sole.

7. Potenziare gli impianti eolici esistenti

Avviare un programma internazionale per aumentare la produzione di energia eolica, privilegiando il miglioramento degli impianti già installati.

  • Sostituire le turbine obsolete con modelli più efficienti attraverso interventi di repowering.
  • Aggiornare pale, generatori e sistemi di controllo mediante interventi di revamping.
  • Semplificare le procedure autorizzative per gli interventi che rispettano adeguati standard ambientali.
  • Potenziare le reti elettriche per utilizzare l'energia aggiuntiva prodotta.
  • Finanziare il recupero e il riciclo dei componenti dismessi.
  • Promuovere la condivisione delle tecnologie più efficienti con i Paesi economicamente meno sviluppati.

Obiettivo: aumentare la produzione di energia rinnovabile sfruttando meglio le infrastrutture esistenti, limitando il consumo di nuovi territori.

8. Sviluppare la produzione sostenibile di biogas e biometano

Valorizzare gli scarti organici per produrre energia, riducendo contemporaneamente le emissioni di metano.

  • Incentivare impianti alimentati da residui agricoli, reflui zootecnici e frazione organica dei rifiuti.
  • Favorire la produzione di biometano da immettere nelle reti esistenti.
  • Recuperare il calore prodotto dagli impianti quando possibile.
  • Utilizzare i residui della digestione anaerobica come fertilizzanti, nel rispetto dei limiti ambientali.
  • Evitare incentivi che favoriscano coltivazioni dedicate dannose o l'espansione degli allevamenti intensivi.
  • Introdurre controlli sulle perdite di metano lungo l'intera filiera.

Obiettivo: trasformare parte dei rifiuti organici in una risorsa energetica, riducendo le emissioni e la dipendenza dai combustibili fossili.

9. Introdurre una carbon tax internazionale equa

Stabilire un sistema coordinato di tassazione delle emissioni di gas serra, evitando che le imprese si trasferiscano nei Paesi con regole meno severe.

  • Definire un prezzo minimo internazionale delle emissioni, con percorsi differenziati in base alle condizioni economiche dei Paesi.
  • Applicare il principio secondo cui chi inquina deve contribuire ai costi ambientali provocati.
  • Compensare le famiglie a basso reddito e i lavoratori che non dispongono di alternative realistiche.
  • Prevedere misure per evitare aumenti ingiustificati dei prezzi dei beni essenziali.
  • Utilizzare parte delle entrate per finanziare energie pulite, trasporti pubblici e adattamento climatico.
  • Controllare gli effetti economici e correggere le misure che producono conseguenze sociali eccessive.

Obiettivo: rendere progressivamente meno conveniente inquinare, senza penalizzare ingiustamente le fasce più deboli della popolazione.

10. Rendere il trasporto pubblico efficiente e accessibile

Promuovere un programma internazionale per ridurre il traffico privato e le emissioni dei trasporti.

  • Finanziare ferrovie, metropolitane, tram e autobus efficienti.
  • Rendere i servizi pubblici frequenti, affidabili e capillari.
  • Introdurre progressivamente la gratuità del trasporto pubblico dove produce benefici ambientali e sociali verificabili.
  • Sviluppare reti ciclabili e percorsi pedonali sicuri.
  • Favorire il trasferimento del trasporto merci dalla strada alla ferrovia dove possibile.

Obiettivo: rendere gli spostamenti sostenibili più comodi ed economicamente convenienti rispetto all'utilizzo individuale dell'automobile.

11. Trasformare gli allevamenti intensivi e il sistema alimentare

Avviare un programma internazionale per ridurre gli impatti ambientali della produzione alimentare.

  • Introdurre standard progressivamente più rigorosi per gli allevamenti intensivi.
  • Ridurre le emissioni di metano e l'inquinamento delle acque.
  • Eliminare gli incentivi alle produzioni che provocano deforestazione.
  • Favorire sistemi agricoli e zootecnici sostenibili.
  • Promuovere alimentazioni meno dipendenti dai prodotti a maggiore impatto ambientale.
  • Accompagnare allevatori e lavoratori nella riconversione economica.

Obiettivo: garantire un'alimentazione sufficiente e sana alla popolazione mondiale, riducendo la pressione su clima, foreste e biodiversità.

12. Ridurre gli sprechi e i consumi superflui

Adottare regole internazionali per limitare lo spreco di risorse naturali.

  • Contrastare l'obsolescenza programmata dei prodotti.
  • Favorire riparazione, riutilizzo e riciclo.
  • Ridurre gli imballaggi inutili e i prodotti monouso.
  • Stabilire requisiti di durata e riparabilità dei beni.
  • Ridurre gli sprechi alimentari lungo tutta la filiera.
  • Incentivare processi produttivi che utilizzino meno energia e materie prime.

Obiettivo: mantenere una buona qualità della vita riducendo il consumo di risorse e la produzione di rifiuti.

13. Mettere in sicurezza i territori contro gli eventi climatici estremi

Avviare un programma internazionale di prevenzione e adattamento ai cambiamenti climatici già in corso.

  • Individuare le aree maggiormente esposte ad alluvioni, frane, siccità, incendi e ondate di calore.
  • Finanziare interventi di messa in sicurezza dei territori e delle infrastrutture.
  • Ripristinare zone umide, foreste ripariali e aree naturali capaci di assorbire le piene.
  • Migliorare i sistemi di previsione meteorologica e di allerta precoce.
  • Adeguare edifici, ospedali e scuole alle temperature estreme.
  • Sostenere economicamente le popolazioni più vulnerabili e i Paesi con minori capacità di adattamento.

Obiettivo: ridurre le vittime, i danni economici e la vulnerabilità delle comunità agli eventi climatici estremi.

14. Proteggere gli oceani e la biodiversità

Stabilire un sistema internazionale più efficace per la conservazione degli ecosistemi marini e terrestri.

  • Ampliare e gestire efficacemente le aree naturali protette.
  • Contrastare la pesca illegale e le pratiche di sfruttamento non sostenibili.
  • Ridurre l'inquinamento da plastiche, sostanze chimiche e scarichi industriali.
  • Proteggere le barriere coralline, le mangrovie e gli altri habitat marini fondamentali.
  • Finanziare il ripristino degli ecosistemi degradati.
  • Rafforzare i controlli sul commercio illegale di specie animali e vegetali.

Obiettivo: arrestare la perdita di biodiversità e conservare gli ecosistemi dai quali dipendono la vita e il benessere dell'umanità.

15. Promuovere un equilibrio demografico sostenibile

Avviare un programma mondiale basato sull'istruzione, sulla libertà di scelta e sulla responsabilità verso le generazioni future.

  • Garantire a tutte le persone l'accesso all'istruzione, con particolare attenzione alle ragazze.
  • Rendere disponibili servizi di pianificazione familiare e salute riproduttiva.
  • Favorire la conoscenza delle conseguenze ambientali e sociali delle dinamiche demografiche.
  • Contrastare matrimoni forzati e gravidanze precoci.
  • Promuovere pari opportunità economiche e sociali.
  • Adattare le politiche demografiche alle differenti condizioni dei Paesi, senza imposizioni coercitive sulle scelte riproduttive.

Obiettivo: favorire nel lungo periodo un equilibrio sostenibile fra popolazione, risorse disponibili e tutela dell'ambiente, nel rispetto dei diritti individuali.

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B. PACE, DISARMO E RISCHIO NUCLEARE

16. Avviare la riduzione verificabile degli arsenali nucleari

Convocare le potenze nucleari per negoziare un programma internazionale di riduzione progressiva delle armi nucleari.

  • Stabilire limiti verificabili al numero delle testate e dei sistemi di lancio.
  • Concordare scadenze per la riduzione degli arsenali.
  • Introdurre ispezioni e sistemi indipendenti di verifica.
  • Rafforzare gli accordi esistenti sul controllo degli armamenti.
  • Prevedere garanzie reciproche di sicurezza durante il disarmo.
  • Destinare progressivamente parte delle risorse liberate alla prevenzione dei rischi globali.

Obiettivo: diminuire il numero delle armi nucleari e avviare un percorso credibile verso la loro completa eliminazione.

17. Ridurre il rischio di una guerra nucleare accidentale

Adottare misure immediate per evitare che errori tecnici, falsi allarmi o incomprensioni provochino una catastrofe nucleare.

  • Rafforzare i collegamenti diretti fra i vertici politici e militari delle potenze nucleari.
  • Migliorare i sistemi di verifica degli allarmi.
  • Introdurre procedure che consentano tempi adeguati per valutare le informazioni prima di decisioni irreversibili.
  • Negoziare la riduzione della prontezza operativa di parte degli arsenali, con misure reciproche e verificabili.
  • Organizzare esercitazioni congiunte di gestione delle crisi.
  • Rafforzare gli accordi per prevenire incidenti militari e interpretazioni errate delle manovre avversarie.

Obiettivo: ridurre la probabilità che un errore umano, tecnico o di valutazione provochi l'impiego delle armi nucleari.

18. Rafforzare la non proliferazione nucleare

Impedire che nuovi Stati o organizzazioni criminali acquisiscano armi nucleari o materiali necessari alla loro costruzione.

  • Rafforzare i controlli internazionali sui materiali fissili.
  • Potenziare le ispezioni degli impianti nucleari soggetti agli accordi internazionali.
  • Contrastare il traffico illegale di materiali e tecnologie sensibili.
  • Promuovere accordi regionali per la creazione di zone libere da armi nucleari.
  • Offrire garanzie di sicurezza e incentivi alla cooperazione ai Paesi che rinunciano a programmi militari nucleari.
  • Rafforzare la protezione fisica dei materiali nucleari contro furti e attacchi.

Obiettivo: impedire l'ulteriore diffusione delle armi nucleari e ridurre il rischio che vengano utilizzate da Stati o soggetti non statali.

19. Rafforzare la prevenzione e la mediazione dei conflitti

Creare strumenti internazionali capaci di intervenire diplomaticamente prima che le tensioni degenerino in guerre.

  • Istituire un servizio permanente di mediazione internazionale.
  • Rafforzare i sistemi di individuazione precoce delle crisi.
  • Promuovere negoziati preventivi nelle aree di maggiore tensione.
  • Favorire accordi verificabili per il cessate il fuoco e la protezione dei civili.
  • Sostenere la ricostruzione e la riconciliazione dopo i conflitti.
  • Prevedere meccanismi di verifica indipendente degli accordi raggiunti.

Obiettivo: ridurre il numero dei conflitti armati e impedire che crisi locali possano trasformarsi in guerre regionali o mondiali.

20. Riconvertire progressivamente parte delle risorse militari

Avviare un programma internazionale per destinare una parte crescente delle risorse impiegate nella preparazione della guerra alla protezione delle popolazioni e dell'ambiente.

  • Trasformare progressivamente parte delle strutture militari in unità di genio civile e protezione internazionale.
  • Impiegare personale e mezzi specializzati nella prevenzione degli incendi e delle alluvioni.
  • Utilizzare capacità logistiche e ingegneristiche per affrontare terremoti e calamità naturali.
  • Finanziare la formazione del personale per nuove attività civili.
  • Favorire la riconversione industriale delle imprese produttrici di armamenti.
  • Collegare la riduzione delle spese militari a progressi verificabili nel disarmo e nella sicurezza internazionale.

Obiettivo: trasformare progressivamente una parte delle risorse destinate alla distruzione in strumenti per proteggere la vita, l'ambiente e le comunità.

21. Impedire l'impiego incontrollato dell'IA nei sistemi nucleari

Stabilire norme internazionali per impedire che sistemi di intelligenza artificiale possano assumere autonomamente decisioni sull'impiego delle armi nucleari.

  • Vietare l'affidamento a sistemi autonomi della decisione finale di utilizzare armi nucleari.
  • Garantire il controllo umano effettivo e responsabile su ogni decisione di lancio.
  • Sottoporre i sistemi informatici militari a verifiche di sicurezza indipendenti compatibili con le esigenze di riservatezza.
  • Ridurre i rischi di manipolazione dei dati e di falsi allarmi generati da sistemi automatici.
  • Promuovere accordi internazionali sulle applicazioni militari dell'IA ad alto rischio.
  • Stabilire responsabilità precise per l'impiego di sistemi automatizzati nelle catene di comando.

Obiettivo: impedire che errori, manipolazioni o comportamenti imprevisti dell'intelligenza artificiale possano provocare una catastrofe nucleare.

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C. INTELLIGENZA ARTIFICIALE

22. Istituire un'autorità mondiale per la sicurezza dell'intelligenza artificiale

Creare un organismo internazionale indipendente incaricato di valutare e controllare i sistemi di IA più avanzati e potenzialmente pericolosi.

  • Definire categorie di rischio in base alle capacità e agli impieghi dei sistemi.
  • Stabilire requisiti internazionali di sicurezza per i sistemi ad alto rischio.
  • Organizzare verifiche tecniche indipendenti.
  • Richiedere informazioni appropriate agli sviluppatori e agli operatori.
  • Coordinare le autorità nazionali di controllo.
  • Prevedere poteri di intervento nei casi di rischio grave, con adeguate garanzie procedurali.

Obiettivo: impedire che la competizione economica e tecnologica prevalga sulla sicurezza dell'umanità.

23. Rendere obbligatori i test di sicurezza dei sistemi avanzati

Stabilire che i sistemi di IA potenzialmente pericolosi debbano superare verifiche rigorose prima della loro distribuzione e durante il funzionamento.

  • Valutare le capacità che potrebbero consentire utilizzi dannosi.
  • Verificare la resistenza a manipolazioni e attacchi informatici.
  • Sottoporre i sistemi a prove indipendenti in condizioni realistiche.
  • Ripetere le valutazioni dopo aggiornamenti significativi.
  • Documentare limiti, vulnerabilità e incidenti riscontrati.
  • Impedire l'impiego dei sistemi che non rispettano i requisiti minimi di sicurezza.

Obiettivo: individuare e ridurre i rischi prima che sistemi potenzialmente pericolosi vengano utilizzati su vasta scala.

24. Prevedere la sospensione dei sistemi che presentano rischi inaccettabili

Introdurre procedure internazionali per intervenire quando un sistema di IA dimostri capacità o comportamenti potenzialmente catastrofici.

  • Definire preventivamente i criteri che giustificano una sospensione.
  • Richiedere agli sviluppatori procedure tecniche di arresto e contenimento.
  • Limitare temporaneamente l'accesso a funzioni particolarmente pericolose.
  • Prevedere verifiche indipendenti prima della ripresa dell'attività.
  • Stabilire procedure rapide per le situazioni di emergenza.
  • Garantire trasparenza, responsabilità e possibilità di ricorso contro i provvedimenti.

Obiettivo: impedire che sistemi non adeguatamente controllabili continuino a operare quando emergono rischi gravi per la collettività.

25. Introdurre responsabilità e obblighi di segnalazione

Stabilire regole comuni per individuare le responsabilità degli sviluppatori e degli operatori dei sistemi di IA.

  • Definire gli obblighi di sicurezza delle imprese e degli enti che sviluppano sistemi avanzati.
  • Rendere obbligatoria la segnalazione degli incidenti gravi.
  • Istituire un registro internazionale degli incidenti rilevanti.
  • Favorire la condivisione delle informazioni tecniche necessarie a prevenire eventi analoghi.
  • Prevedere sanzioni proporzionate per le violazioni degli obblighi di sicurezza.
  • Proteggere i dipendenti che segnalano responsabilmente rischi gravi o irregolarità.

Obiettivo: assicurare che chi sviluppa e utilizza sistemi di IA sia responsabile della loro sicurezza e contribuisca alla prevenzione dei rischi.

26. Proteggere i processi democratici dalla manipolazione artificiale

Adottare regole internazionali per contrastare l'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella manipolazione dell'informazione e delle decisioni collettive.

  • Contrastare la produzione e diffusione fraudolenta di contenuti sintetici.
  • Promuovere strumenti affidabili per identificare contenuti generati o alterati artificialmente.
  • Imporre trasparenza sulla pubblicità politica automatizzata.
  • Contrastare le campagne coordinate di manipolazione dell'opinione pubblica.
  • Proteggere i dati personali dall'utilizzo illecito.
  • Garantire che gli interventi contro la manipolazione rispettino la libertà di espressione e il pluralismo.

Obiettivo: proteggere la capacità dei cittadini di formarsi opinioni libere e prendere decisioni democratiche consapevoli.

27. Regolamentare le armi autonome

Negoziare un accordo internazionale per limitare o vietare i sistemi d'arma che possono selezionare e colpire bersagli senza un controllo umano adeguato.

  • Definire le categorie di armi autonome da vietare.
  • Stabilire requisiti di controllo umano significativo per gli altri sistemi.
  • Vietare gli impieghi incompatibili con il diritto internazionale umanitario.
  • Introdurre verifiche sui sistemi prima del loro utilizzo.
  • Definire responsabilità giuridiche per comandanti, sviluppatori e operatori.
  • Promuovere accordi verificabili per impedire una corsa incontrollata agli armamenti autonomi.

Obiettivo: evitare che decisioni sull'uso della forza letale vengano sottratte alla responsabilità umana e ai vincoli del diritto internazionale.

28. Finanziare la ricerca indipendente sulla sicurezza dell'IA

Creare un programma internazionale di ricerca dedicato alla comprensione e alla prevenzione dei rischi dell'intelligenza artificiale.

  • Finanziare università e centri di ricerca indipendenti.
  • Studiare l'affidabilità, la controllabilità e i limiti dei sistemi avanzati.
  • Sviluppare tecniche per individuare comportamenti pericolosi.
  • Favorire la collaborazione internazionale fra ricercatori.
  • Rendere disponibili i risultati scientifici compatibilmente con la prevenzione degli utilizzi dannosi.
  • Valutare periodicamente l'efficacia reale delle misure di sicurezza adottate.

Obiettivo: sviluppare conoscenze e strumenti capaci di mantenere sotto controllo l'evoluzione dell'IA, senza dipendere esclusivamente dalle imprese che la producono.

29. Distribuire equamente i benefici dell'intelligenza artificiale

Promuovere un utilizzo dell'IA che favorisca il benessere collettivo e non soltanto gli interessi di poche grandi imprese.

  • Favorire l'accesso alle applicazioni utili nella sanità, nell'istruzione e nella ricerca scientifica.
  • Sostenere la formazione dei lavoratori coinvolti nei cambiamenti tecnologici.
  • Finanziare programmi di riconversione professionale.
  • Contrastare gli abusi di posizione dominante e le concentrazioni eccessive di potere.
  • Promuovere la partecipazione dei Paesi economicamente meno sviluppati ai benefici dell'innovazione.
  • Valutare strumenti per condividere più equamente i vantaggi economici derivanti dall'aumento della produttività.

Obiettivo: fare in modo che il progresso dell'intelligenza artificiale migliori le condizioni di vita dell'intera umanità, anziché accentuare le disuguaglianze.

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D. STRUMENTI COMUNI PER RENDERE EFFICACI LE DECISIONI

30. Istituire un Fondo Mondiale per gli interventi globali

Creare uno strumento finanziario internazionale destinato a sostenere i programmi approvati dal Consiglio Mondiale.

  • Stabilire contributi proporzionati alle capacità economiche e alle responsabilità dei Paesi.
  • Valutare entrate internazionali dedicate alle attività che producono costi ambientali globali.
  • Finanziare gli interventi prioritari nei Paesi con minori risorse.
  • Prevedere compensazioni economiche per gli Stati e le comunità che sostengono costi particolari nell'interesse collettivo.
  • Sottoporre ogni spesa a controlli indipendenti.
  • Pubblicare bilanci e risultati in modo accessibile ai cittadini.

Obiettivo: garantire che le decisioni globali dispongano delle risorse necessarie per essere applicate e che i loro costi siano distribuiti equamente.

31. Creare un sistema mondiale di verifica dei risultati

Istituire un sistema indipendente di monitoraggio per controllare l'effettiva applicazione delle decisioni del Consiglio Mondiale.

  • Definire obiettivi misurabili per ogni provvedimento.
  • Stabilire scadenze e responsabilità precise.
  • Utilizzare dati scientifici, rilevazioni satellitari e controlli sul territorio.
  • Pubblicare periodicamente i risultati raggiunti.
  • Segnalare ritardi, inadempienze e inefficienze.
  • Prevedere revisioni delle politiche quando i risultati risultano insufficienti.

Obiettivo: sostituire le promesse non verificabili con impegni concreti, trasparenti e controllabili.

32. Stabilire conseguenze per chi viola le decisioni comuni

Creare un sistema giuridico internazionale capace di garantire il rispetto delle decisioni legittimamente adottate dal Consiglio Mondiale.

  • Definire chiaramente gli obblighi degli Stati e degli altri soggetti interessati.
  • Prevedere procedure di accertamento indipendenti.
  • Introdurre misure correttive e sanzioni proporzionate alla gravità delle violazioni.
  • Garantire il diritto di difesa e la possibilità di ricorso.
  • Evitare che le sanzioni colpiscano ingiustamente le popolazioni anziché i responsabili.
  • Prevedere meccanismi per verificare il ripristino della legalità e la cessazione delle violazioni.

Obiettivo: fare in modo che le decisioni globali non rimangano semplici raccomandazioni, ma diventino impegni effettivamente applicabili.

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E. LE COPERTURE FINANZIARIE

Dove trovare le risorse per realizzare il Programma

Ogni decisione del Consiglio Mondiale che comporti una spesa dovrà indicare le risorse necessarie e le relative coperture finanziarie.

Il mondo produce enormi quantità di ricchezza. Il problema non è soltanto quanta ricchezza viene prodotta, ma come viene distribuita, tassata e utilizzata.

Il Consiglio Mondiale potrebbe reperire le risorse necessarie attraverso i seguenti provvedimenti.

33. Ridurre progressivamente le spese militari

Destinare una parte delle risorse liberate dagli accordi di pace e disarmo alla protezione dell'umanità.

  • Ridurre progressivamente le spese per gli armamenti, in parallelo al miglioramento verificabile della sicurezza internazionale.
  • Trasferire una quota dei risparmi al Fondo Mondiale.
  • Riconvertire parte delle industrie militari verso produzioni civili.
  • Utilizzare personale e mezzi per la prevenzione e la gestione delle catastrofi.

Obiettivo: trasformare il dividendo della pace in risorse per la sicurezza collettiva.

34. Contrastare l'evasione fiscale e i paradisi fiscali

Introdurre una cooperazione fiscale internazionale molto più efficace.

  • Rafforzare lo scambio automatico di informazioni tra le amministrazioni fiscali.
  • Identificare i proprietari effettivi di società, patrimoni e capitali.
  • Contrastare il trasferimento artificiale degli utili nei Paesi a fiscalità privilegiata.
  • Garantire che gli utili delle imprese multinazionali siano tassati nei Paesi in cui vengono effettivamente prodotti, attraverso regole fiscali internazionali coordinate.
  • Rendere tracciabili i grandi movimenti finanziari, rispettando la riservatezza dei cittadini.
  • Rafforzare i controlli sul riciclaggio e sui patrimoni occultati.

Obiettivo: recuperare risorse oggi sottratte ai bilanci pubblici e assicurare che tutti contribuiscano secondo le regole.

35. Rendere la tassazione realmente progressiva

Promuovere accordi internazionali per una maggiore equità fiscale.

  • Aumentare la progressività della tassazione sui redditi estremamente elevati.
  • Prevedere un contributo maggiore dei grandi patrimoni.
  • Valutare una tassazione più incisiva delle grandi successioni e delle rendite.
  • Contrastare i meccanismi che consentono ai soggetti più ricchi di ridurre artificialmente il proprio carico fiscale.
  • Coordinare le politiche fiscali per limitare la concorrenza fiscale dannosa tra Stati.

Obiettivo: reperire risorse aggiuntive distribuendo il contributo in funzione delle effettive capacità economiche.

36. Tassare gli extraprofitti e le attività speculative

Prevedere strumenti fiscali coordinati per le situazioni nelle quali si producono guadagni eccezionali o attività finanziarie con rilevanti effetti economici e sociali.

  • Valutare contributi temporanei sugli extraprofitti, quando chiaramente identificabili.
  • Esaminare forme di tassazione delle operazioni finanziarie speculative.
  • Contrastare l'elusione fiscale attraverso strumenti finanziari opachi.
  • Destinare una parte delle eventuali nuove entrate ai programmi globali.

Obiettivo: ottenere un contributo aggiuntivo dalle attività che generano grandi guadagni, evitando effetti indesiderati sull'economia produttiva.

37. Utilizzare le entrate della carbon tax

Destinare una parte delle entrate derivanti dalla tassazione delle emissioni alla realizzazione del Programma.

  • Applicare sistemi coordinati di prezzo delle emissioni.
  • Restituire una quota significativa delle entrate alle famiglie economicamente più vulnerabili.
  • Finanziare energie pulite, efficienza energetica e trasporto pubblico.
  • Destinare una quota concordata agli interventi climatici internazionali.

Obiettivo: utilizzare il principio «chi inquina paga» per ridurre le emissioni e finanziare la transizione ecologica senza aumentare le disuguaglianze.

38. Eliminare i sussidi pubblici ambientalmente dannosi

Rivedere progressivamente gli incentivi che favoriscono attività contrarie agli obiettivi climatici e ambientali.

  • Eliminare gradualmente i sussidi ingiustificati ai combustibili fossili.
  • Rivedere gli incentivi alle attività che provocano deforestazione o grave degrado ambientale.
  • Proteggere le famiglie vulnerabili durante la transizione.
  • Reindirizzare le risorse verso energie rinnovabili, trasporti sostenibili, ricerca e protezione degli ecosistemi.

Obiettivo: smettere di finanziare con denaro pubblico le attività che il Programma intende ridurre.

39. Mobilitare investimenti pubblici e privati

Affiancare alle risorse fiscali strumenti di finanziamento destinati agli interventi di lungo periodo.

  • Coinvolgere banche pubbliche di sviluppo e istituzioni finanziarie internazionali.
  • Favorire investimenti privati in progetti con benefici ambientali e sociali verificabili.
  • Utilizzare garanzie pubbliche dove necessarie per ridurre i rischi degli investimenti.
  • Sostenere finanziariamente i Paesi più poveri evitando condizioni di indebitamento insostenibili.
  • Pubblicare i costi, i benefici attesi e i risultati degli interventi finanziati.

Obiettivo: ampliare le risorse disponibili senza fare affidamento esclusivamente sulla tassazione.

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